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Dichiarazione d’intenti

Siamo convinti che il teatro possa e debba tornare ad essere il luogo vitale in cui i cittadini si confrontano con le passioni e le idee che percorrono la società e che ciò sarà possibile solo se esso smetterà di essere unicamente un rassicurante luogo d’incontro sociale.

E’ infatti essenziale che il suo ruolo non sia ridotto a quello di occasione per incontrare personaggi televisivi, né a vuota ritualità e neppure che esso debba essere governato dalla mera logica dei “numeri”, che non è certo garanzia di libera diffusione delle idee e delle opere. Crediamo infatti che il teatro potrà ritrovare il suo senso solo se riuscirà a prescindere dalle logiche dell’intrattenimento e del profitto.

La cultura è una risorsa, non una merce. Applicare acriticamente parametri imprenditoriali a questo settore significa snaturarne la funzione e lasciare prevalere la logica del consenso su quella dell’invenzione, incentivando le proposte corrive a tutto discapito del coraggio dell’innovazione.

Sono i contenuti, non i generi, i fattori qualificanti delle opere, non è infatti rilevante se un’opera utilizza il movimento, il suono, la parola, le tecnologie o altro, quello che conta sono la serietà del pensiero che l’ha generata e la coerente qualità della sua realizzazione.

Riteniamo quindi vadano urgentemente rimosse tutte le barriere normative e le difese corporative erette dal dopoguerra ad oggi a tutela della lirica e della prosa, barriere la cui unica funzione oggi è quella di preservare aree di privilegio a tutto discapito di una libera e vivace circolazione delle opere e delle idee.

Il teatro è il luogo privilegiato per una relazione dialettica fra generazioni, culture, inquietudini, speranze e posizioni diverse. La scelta degli spettacoli da parte dei programmatori non può quindi prescindere da una loro conoscenza diretta e da un preciso rapporto con i luoghi. Per questo crediamo nell’importanza di programmazioni fondate su progetti culturali definiti, in cui il pubblico, attraverso la coerenza delle scelte dei teatri, impari a riconoscere e a riconoscersi nei luoghi.

A partire dalla condivisione di queste convinzioni le compagnie di danza che ricevono il contributo dalla Regione Toscana hanno dato vita all’ADAC, associazione che si pone quattro finalità principali:

•  operare per la costruzione e lo sviluppo di un organico sistema della danza e dei linguaggi contemporanei del corpo fondato sulla complementarità e sul ragionato coordinamento delle attività produttive, distributive, promozionali e formative.

•  operare per un avvicinamento ed una sempre maggiore comunicazione e scambio con il mondo delle altre arti e in particolare quello delle Arti Visive.

•  operare per favorire l’innovazione del sistema dello spettacolo attraverso il superamento della tradizionale suddivisione in generi anche per quanto riguarda l’attribuzione di incarichi direzionali

•  operare per una urgente perequazione delle risorse dello spettacolo

L’ “ADAC”, benché nata delle realtà delle compagnie toscane di danza, non è e non intende essere un’associazione regionale di categoria ma è anzi aperta a tutti i teatri e agli enti che ne condividono le finalità e intendono operare in concreto per perseguirle, nella convinzione della necessità di un profondo rinnovamento del sistema dello spettacolo.

Soltanto andando oltre lo schematico e anacronistico approccio che separa il momento creativo da quello produttivo e distributivo, attraverso un rapporto nuovo e condiviso tra compagnie, teatri, centri e circuiti, sarà possibile costruire un sistema teatrale vitale, capace di adattarsi nel tempo all’evolvere della società. Solo così sarà possibile coniugare tradizione e contemporaneità garantendo a tutte le forme di espressione pari dignità e opportunità di incontro con il pubblico.

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