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L’Ass.Sosta Palmizi segnala:”Roma:quarto quaderno”di e con Famiglia Fuché


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Compagnia:
Data: 5-02-2012 (18:00)
Luogo: Roma,Viale P.De Coubertin,30, Auditorium Parco della Musica

Roma:quarto quaderno ( Manifestazione – Premio Equilibrio 2012 ) Creazione: famigliafuché Con: Martina Bosi, Elisa Canessa, Leonardo Delogu, Olimpia Fortuni, Francesco Laterza, Silvia Mai, Chiara Orefice, Floor Robert, Valentina Saggin, Sveva Scognamiglio, Cinzia Sità, Danilo Valsecchi Con il sostegno di: Arboreto – Teatro Dimora, Associazione Demetra/Centro di Palmetta, Indisciplina@rte, Festival es.terni, Ass. Culturale Sosta Palmizi Cercare un silenzio per accordarci a frequenze sottili, affacciarsi ad un vuoto, cercare il nome per una creatura che nasce sotto gli occhi di chi l’osserva: questi i binari che ispirano la performance. Figure leggibili come filigrane, colte nella loro esposizione al tempo e allo spazio, calate in un processo vivo di ricerca del gesto, nell’apertura ad un presente generatore di relazioni e sensi inattesi. Lo spazio che si apre al pubblico rende labile e sensibile il confine tra dentro e fuori, accoglie l’elemento spurio, non certifica e si espone al fallimento. È un’incursione nell’inarticolato, il propagarsi di segreti che nemmeno noi possediamo. il loro insieme compone questa danza.” Secondo quaderno: terni è la seconda tappa del nostro progetto di ricerca e di studio . Dopo un periodo di residenza presso il Teatro Secci di Terni il gruppo apre al pubblico il lavoro attraversato in questi giorni. Non uno spettacolo, non una mèta, ma un’apertura della strada fatta allo sguardo e all’energia di chi vorrà essere testimone. Famigliafuché nasce dall’urgenza d’indagine di 12 artisti che all’indomani della loro comune esperienza di studio, il Corso di alta formazione “Scritture per la danza contemporanea” diretto da Raffaella Giordano, presso il Teatro Stabile di Torino e L’ Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, decidono di rincontrarsi con l’intento di proseguire il lavoro, insieme e autonomamente.Ognuno di noi proviene da percorsi artistici differenti nell’ambito della danza, del teatro e della musica e allo stesso tempo condivide i principi e i valori ereditati che fondano la base del nostro linguaggio comune. Concepiamo il momento in cui le nostre strade si ritrovano come uno spazio privilegiato, un tempo prezioso in cui nutrire i fuochi della ricerca personale, in un gioco di osmosi e reciproche influenze. Un fare comunità dove ognuno di noi è chiamato ad assumersi delle responsabilità verso se stesso e verso l’altro, dove poter coltivare il proprio universo umano e artistico per metterlo in discussione e rigenerarlo nel presente della relazione. A performance which wants to tune up low frequencies, to appear at an empty space, to find a name for a creature who is coming to life under the audience’s eyes. A space that opens and exposes itself to the failure. A dance made by a mix of silence and secrets that nobody knows. Chercher un silence pour s’accorder à des fréquences subtiles, pour se pencher sur un vide, pour nommer une créature qui naît sous les yeux de ceux qui l’observent : voilà les lignes directrices qui inspirent cette performance. L’espace s’ouvre au public et s’expose à l’échec. C’est une incursion dans l’inarticulé, la propagation de secrets que même nous, nous ne possédons pas. L’ensemble de tout cela compose cette danse.

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