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FIORDALISI


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Compagnia:
Data: 16-03-2010 (21:00)
Luogo: Castello Pasquini, Castiglioncello (LI)

Fiordalisi (1995)

Coreografie e interpretazione Raffaella Giordano
Luci Maurizio Viani
Musiche originali Bruno de’ Franceschi
Collaborazione alla drammaturgia Danio Manfredini
Esecuzione tecnica Marco Cassini
Produzione Associazione Sosta Palmizi, in collaborazione con il Comune di Longiano (FO) e il comune di Cortona (AR).
Si ringraziano inoltre Clelia Moretti per la collaborazione al progetto, Hubert Westkemper per l’editing audio, Giovanni Vitaletti per l’esecuzione al pianoforte.
Registrazioni effettuate presso la “Baby Record” di Milano.

Fiordaliso Centaurea Cyanus. Fiori tutti tubulosi, in grandi capolini solitari. Foglie alterne, larghe al massimo 5mm. Fusto eretto, foglie non decorrenti. Coltivi arati, talvolta su vecchie concimaie e su discariche, o lungo le strade; in terreni sciolti, molto fertilizzati; pianta rara, in via di estinzione.

L’uomo ha un corpo solo
solo come la solitudine
l’anima è stanca di questo involucro
senza connessure fatto d’orecchie e d’occhi
4 soldi di grandezza e di pelle
cicatrice su cicatrice tirata sulle ossa
dalla cornea vola dunque via
nel pozzo spalancato del cielo
sulla ruota di ghiaccio
sulle ali di un uccello
e sente dalle inferriate della sua vivente prigione
il sussurrare dei boschi e dei campi
il rombo dei sette mari
senza corpo l’anima si vergogna
come un corpo svestito
né pensiero né azione né progetti né scritti
un enigma senza soluzione
chi ritorna sui suoi passi dopo aver ballato sul palco
dove nessuno balla
e sogno io un’anima diversa in una nuova veste
che arde passando dal timore alla speranza
come fiamma che si alimenta nell’alcool
priva d’ombra
che vaghi per la terra
lasciando a suo ricordo sul tavolo
un tralcio di lillà

(versi di Arsénij Tarkovskij)

Tormento è una promessa di forza
Quasi un esorcismo per scongiurare il peggio
Eco di risa di bambini, le nuove generazioni
Che prendono posto nel mondo che gli è stato preparato
E l’angoscia delle madri che generano nella guerra
Voler vedere, non voler vedere
Attingere alla proprie risorse di forza, di resistenza, di sacrificio
La paura che accada di nuovo
E pensare, ripensare a ciò che genera l’inquietudine
Tornare a un pensiero trascurato,
la dimensione dell’infanzia dove tutto è davanti a noi
E tutto è ancora possibile

***

I sassi lanciati nell’acqua e i cerchi concentrici che generano:
questa è la logica associativa nella quale sono tessuti i pensieri,
le riflessioni che si susseguono nel lungo silenzio di Fiordalisi.
L’azione teatrale affida il corpo alla danza
per attraversare i moti dell’esperienza interiore;
e la danza torna all’azione teatrale
nella sua forma più scarna e quotidiana,
sintesi di una condizione umana da condividere con lo spettatore.

Danio Manfredini

Un punto di vista….
Raccontare una storia oggi, vuol dire forse rimanere in silenzio, immobili, quasi senza fiato, poiché ci è negata e ci neghiamo la possibilità di farlo; i modelli della comunicazione non sono quelli della narrazione, della potenza del verbo e della parola, tramiti divini. Ripetiamo parole distrutte o sostituite da locuzioni sonore quasi disarticolate, omicidi di senso e sensazioni; d’altro canto è sempre più diffusa l’incapacità di relazionarsi in forme rituali autentiche e la difficoltà di intrecciare fili di memoria e di tradizione. In Fiordalisi, una donna in attesa, piena di propria quotidianità, racconta una “non-storia”, partendo dallo sfondamento di quel luogo di menzogna che è il palcoscenico, creando “altro da sé”, spazio nuovo e attonito dove è “svelata e denudata” l’attenzione “protetta” dello spettatore; luci di servizio in palcoscenico, qualche timida gelatina colorata tenta di resistere in centro allo spazio vuoto ma non desolato.
Non vi è nessuna desolazione, solo coscienza e coraggio della propria condizione; tutto si chiude con i segni di un inizio, come un fiore in via di estinzione poco dopo essere nato, un film della memoria e del “qui ed ora”, irripetibile ma che ancora si farà vedere. Bruno de’ Franceschi

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