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BALOCCO DI GIORGIO ROSSI

Compagnia: SOSTA PALMIZI
Data: 2-02-2011 (10:00)
Luogo: TEATRO SALVINI piazza Garibaldi, 37 PITIGLIANO Gr

Balocco(1992)

coreografia e interpretazione Giorgio Rossi

Costumi Giorgio Rossi
luci Mara Cugusi
musiche Maurice Ravel‚ Antonio de Curtis‚ Milva‚ Preizner
testi Giuseppe Ungaretti‚ Isadora Duncan
un ringraziamento particolare a Danio Manfredini‚ Lorenzo Cherubini‚ Graziano Migliacci‚ Roberta Vacchetta‚ Beatrice Giannini

prodotto e distribuito da sosta palmizi

Così lontano dalla memoria che non ero ancora nato.
Odori‚ rumori e sapori di un tempo forse solo immaginato
. Quello che si vedrà in fondo c’era già.
La necessità di manifestarsi‚ in quanto veicolo di memoria che non può non agire‚ è la condizione iniziale di questo pezzo.
Spunti e immagini per il lavoro:
un quadro di E. Munch fatto quattro anni prima della morte‚ intitolato:”Tra l’orologio e il letto”;
alcune parti del coreografico libro di Barthes “Frammenti di un discorso amoroso”;
la musica di M. Ravel e anche la canzone “Balocchi e profumi” interpretata da Milva;
la voce di Totò‚ la marionetta più perfetta mai vista in Italia;
il celebre libricino di Von Kleist “Il Teatro delle Marionette”‚ “…ogni movimento – diceva egli – ha un centro di gravità‚ basta governare quel centro‚ nell’interno della figura‚ le membra‚ che non sono altro che pendoli‚ seguono‚ senz’altro soccorso‚ in una maniera affatto meccanica‚ da sé”.
i testi della Duncan
le poesie di Ungaretti e Michaux che passano così profondamente in superficie da tenere sempre viva la passione per questo genere letterario così vicino all’universo della danza.

Rosa e azzurro

Ho atteso che vi alzaste‚
Colori dell’amore‚
E ora svelate un’infanzia di cielo.

Porge la rosa più bella sognata

Giuseppe Ungaretti (1928)
Senza più peso

Per un Iddio che rida come un bimbo‚
Tanti gridi di passeri‚
Tante danze nei rami‚

Un’anima si fa senza più peso‚
I prati hanno una tale tenerezza‚
Tale pudore negli occhi rivive‚
Le mani come foglie
S’incantano nell’aria…

Chi teme più‚ chi giudica?

Giuseppe Ungaretti (1934)

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