TU SEI COME UNA TERRA CHE NESSUNO HA MAI DETTO
Tu sei come una terra che nessuno ha mai detto
Esiste un territorio artistico che non sia già stato esplorato?
Se è vero che è rimasto ben poco di sconosciuto, cosa possiamo ancora definire sperimentazione?
Una possibile risposta è che la dimensione contemporanea della sperimentazione risiede nel ricercare nessi nuovi fra cose note.
Attraverso contaminazioni, scomposizioni e ricomposizioni, recupero del passato e proiezione al futuro, si crea una visione artistica possibile. Un luogo di esistenza privo di confini e di limiti, dove letteratura, cinema, musica, poesia, teatro, danza, immagine, si fondono in un nuovo linguaggio che, per la varietà e diversità delle sue origini, è per se stesso diverso, innovativo.
Motus realizza l’esperimento ispirandosi al cinema di Almodovar e a quello di Marilyn Monroe, fondendo musiche francesi degli anni quaranta con poesie dal Cyrano di Bergerac, immergendosi nella letteratura con una dose massiccia di ironia sulle difficili relazioni sentimentali di uno dei maggiori scrittori italiani, denunciando gli orrori della guerra con gli annunci radiofonici dell’ultimo conflitto. Un filo rosso passa dalla materializzazione simbolica dell’amore come sentimento (tanto agognato quanto irraggiungibile) ai più carnali tacchi a spillo delle amanti, legando indissolubilmente la storia e le due personalità dell’animo tormentato di Cesare Pavese. Due personaggi in carne ed ossa, che procedono come una sola persona, interagendo o scontrandosi, in uno sdoppiamento ossessivo e incalzante che evolve fino all’epilogo.
“Senza una donna da serrarmi al cuore
mai l’ebbi, mai l’avrò. Solo, stremato
da desideri immensi di passione
e pensieri incessanti, senza meta…”
(Cesare Pavese)
Coreografie: Simona Cieri
Soggetto: Rosanna Cieri
Musiche: Autori vari
Danzatori: Martina Agricoli, Maurizio Cannalire, Simona Cieri, Simona Gori, Federica Morettini, Riccardo Pardini.
Regia: Rosanna e Simona Cieri

















