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INVITO DI SOSTA – appuntamenti con la danza contemporanea


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Compagnia:
Data: 23-01-2010 (21:15)
Luogo: TEATRO PIETRO ARETINO - AREZZO

ARRIVO’ SENZA COLORE
di e con Claudia Catarzi

Non è una storia‚ o forse per me sì. In ogni caso non è questa o quella; non è una.
Ma c’è del vero‚ in fondo mi sento prepotentemente fatta di carne.
Si tratta del mio modo di stare dentro al corpo‚ ora‚ in un altro tempo simile all’infanzia 
e in periodi transitori indistinti; vulnerabile al tempo che scorre e arriva‚ che lo viva o 
no‚ che io ci sia o non ci sia.
La mia attenzione è sulla transitorietà degli eventi‚ che anche se non si leggono‚ 
prendono vita dal momento che mi attraversano‚ mi trasportano‚ così che rimando 
all’esterno il corpo finale di questi fatti‚ una reazione‚ il vissuto‚ il passaggio di stati 
emotivi e mentali‚ immersa in una condizione che si lega direi solo all’istinto − mio 
compagno di viaggio da sempre − e quasi per niente alla razionalità.

CLAUDIA CATARZI è una giovane danzatrice toscana formatasi seguendo vari insegnanti tra i quali Marina Van Hoecke‚ Alessandro Certini‚ Charlotte Zerbey‚ Virgilio Sieni‚ Julyen Hamilton‚ Inaki Azpillaga‚ David Zambrano‚ Renate Graziadei (Sasha Waltz)‚ Ohad Naharin‚ Damien Jalet. Comincia lavorando con l’Ensamble di Micha Van Hoecke. Prende parte a progetti diretti da Ronit Ziv; Yossi Berg; Giacomo Sacenti. Successivamente lavora per Constanza Macras nella compagnia Dorky Park. Nel 2006 è invitata con Giacomo Sacenti all’International Festival For Young Choreographers a Caracas‚ Venezuela. Danza poi in vari progetti di Michal Mualem (Sasha Waltz)‚ e lavora inoltre con le compagnie Virgilio Sieni; Aldes‚ Roberto Castello; Company di Blu‚ Certini−Zerbey. Quest’anno partecipa a Choreoroam‚ un progetto di ricerca diretto da Yasmeen Godder (Tel Aviv) ed è invitata ad IFA‚ InteatroFestival Academy‚ Polverigi.

LE COSE (2008)
Di/con STEFANO QUESTORIO

Musica originale di IGOR SCIAVOLINO e AA. VV.
Produzione QUARTIERI Q ; ALDES
durata 15-20 minuti

LE COSE è un assolo.
Un assolo è innanzitutto una solitudine lanciata in un vuoto.
E nel vuoto ci si rivela qualcosa della vita:
Lo spazio interno ed esterno si riempie di oggetti e di discorsi, tentativi di tamponare un Horror vacui, e infine ci si riempie di nulla. Le cose ci addomesticano. L’inferno della quotidianità nasconde una carne che trema, una quotidianità demente e confusa che è solo fuga da una fragilità tutta umana.
Anche il dolore ha qualcosa di rabbiosamente ma teneramente ridicolo.

Stefano Questorio
Ha lavorato come interprete con compagnie italiane e internazionali tra cui:
Wim Vandekeybus , Studio Azzurro, Carolyn Carlson, , L’Impasto, Fabrizio favale/Le Supplici, Zimmerfrei e altri.
Dal 2001 fa parte della compagnia Aldes diretta da Roberto Castello e partecipa, in veste di interprete e coautore, al progetto pluriennale Il Migliore dei Mondi Possibili (premio Ubu 2003).
Nel 2003 presenta la performance Trittico e nel 2005 Promo, lavori in cui è autore e interprete.
Nel 2007 firma la regia dello spettacolo per ragazzi Storia di un Gabbianella (Premio Otello Sarzi – Nuove realtà del teatro 2007)
Con Valentina Buldrini avvia nel 2007 il Progetto Georges Perec/ Specie di Spazi articolato finora in due episodi: Studio per Due (Premio come miglior interprete, rassegna Loro del Reno, Teatri di Vita, 2007), e la versione urbana (Fuori) Due.
Nel 2008 lavora come interprete ne L’Inferno per la compagnia Societas Raffaello Sanzio.

BENVENUTA 40°/15
di e con CHIARA OREFICE

Traiettorie di una combattente.
Il corpo è esposto ai colpi degli eventi, abita il fuori, condizione originaria dell’essere nel mondo.
Attacco e difesa, esposizione e protezione sono le componenti primarie interne al corpo e all’azione, che segnano la relazione con uno spazio mobile, transitorio, sede di memorie e potenzialità.
Il tempo della resa è un ritorno alle radici, zona franca, spazio di nutrimento dove il corpo accede alle sue risorse primarie.
Ideazione e danza: Chiara Orefice
Disegno luci: Ettore Nigro
Musiche: Hywel Davies, Arvo Part

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