L’Associazione Sosta Palmizi segnala “Su di me per me” di Milano, Stellato, De Elia
Warning: implode() [function.implode]: Invalid arguments passed in /home/adactoscana_org/adactoscana.org/wp-content/themes/adac/functions.php on line 166
Compagnia:
Data: Dal 6-05-2011 (21:00) al 7-05-2011 (23:00)
Luogo: Teatro Lavanderia a Vapore C.so Pastrengo 120, 10093, Collegno ( TO )
Denti di P.Milano
La necessità di ricevere attenzione. Il bisogno di nascondersi. L’illusione di tornare indietro. La
sensazione di essere bloccati. L’impressione di cadere. Il desiderio di cedere.
Denti è uno scontro tra l’impossibilità di partire e il desiderio di dimenticare. È stato creato esplorando la perdita, l’assenza, la gelosia e il desiderio.
Ne è nato un personaggio naufrago dei suoi ricordi, in balia delle sue stesse emozioni, troppo sensibile per non cadere a terra e troppo impetuoso per resistere al desiderio di rialzarsi, incapace di non lasciarsi travolgere e trasformare.
Un uomo che come un dente ha un corpo di pietra sensibile; le cui radici affondano nelle gengive della memoria. Nascosto tra le pieghe di una giacca un ricordo ci ha stupito più di ciò che sapevamo già.
Denti è appena passato. Denti è ciò che rimane.
È la voce che crediamo risuonare alle nostre spalle.
È il desiderio di impedire, di ringhiare, di mordere.
Denti è una divertente tragedia.
” Le voyageur immobile ” di N. De Elia
“Questa breve forma di danza e giocoleria si situa perfettamente all’interno dell’idea di circo contemporaneo, per la quale le tecniche circensi si fondono ad altre discipline artistiche al fine di raggiungere una dimensione estetica ed una drammaturgia coerente.
In questo caso l’artista ci porta all’interno di un universo sobrio e giocoso, su cui il danzatore-giocoliere si appoggia per dar vita alle diverse sfumature di movimento e di stati d’animo. Creando sin dall’inizio una relazione con il pubblico diretta, poetica ed irriverente.
Questo lavoro trova la sua forza principale nell’autentica teatralità del protagonista, che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore con semplicità e maestria; trascinandolo consapevolmente dentro il suo universo con dolcezza ed ironia.”
240d di C.Stellato
Un carttere bizarro che si muove in maniera complicata,
qualunque cosa faccia. Un personaggio contraddittorio:
il suo pensiero è privo di logica ma il suo movimento è organico e questo rende le sue azioni imprevedibili. La prima fase dell’assolo é una “messa in moto” di un corpo ancora senza forma e volontà mentre la seconda coincide con l’inizio del dialogo ed avviene interamente sul posto. Quando la conversazione comincia a divenire più intensa il personaggio entra, poco a poco, nello spazio che lo circonda. La contraddizione delirante di questo personaggio segna il filo conduttore dell’assolo, che alla fine porterà gli spettatori diritti nel mondo reale.

















