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Barokthegreat / Compagnia Giovanna Velardi

Compagnia: ALDES
Data: 2-12-2011 (21:00)
Luogo: via Roma, 121, Porcari (LU) - Teatro auditorium

Barokthegreat

Fidippide

di Barokthegreat
danza e coreografia Sonia Brunelli
musica live Leila Gharib
osservazione alla coreografia Marco Villari
abiti Biscuit And Ball
fonica Martina Zanetti
in collaborazione con Santarcangelo dei Teatri
diffusione DADA prod

“Fidippide è lontano, appoggiato teneramente allo spazio umido, foderato di velluto, del nostro immaginario collettivo. Il topos del guerriero attico, testimone della cruenta battaglia a Maratona, che fattosi messo trattenne nella corsa la novella della vittoria, per esalarla nel suo ultimo gesto. Quando con Barokthegreat abbiamo pensato questo titolo è intervenuto a un certo momento il termine “succhiello”, uno strumento dell’artigianato medievale, che serve a praticare fori nel legno. Ecco come ci siamo mossi: non si affastellano immagini suggestive in questo lavoro, non c’è nulla di visionario, ma un movimento paziente e spossante che ruotando su un punto preciso lo sfibra,fino a determinare un foro, principio di ogni visione”. (Marco Villari)

Compagnia Giovanna Velardi

Alice’s Room (versione duo)

Coreografia: Giovanna Velardi
Interpreti versione duo: Alice Zanoni, Giovanna Velardi,
Disegno: Luci: Danila Blasi
Costumi: Dora Argento
Musiche: AAVV
Una produzione I.B.I cultura, sostenuta dal: MIBAC, la Regione Sicilia Assessorato per l’identita siciliana e al Turismo, Sport e Spettacolo, Nuovo Montevergini, , Centro teatro Danza , Stage Centro danza, Officine Ouragan, Armunia.

Prendendo spunto da “Alice nel paese delle meraviglie” di L. Carroll, si indaga il contrasto tra il “potere” che si manifesta nell’oggi, incarnato da una regina, simbolo della borgesia desautorata ed una genuinità che è l’aprirsi alle molte possibilità di un mondo fantastico.
Alice sognante deve uscire dalla sua stanza per dare senso alla sua identità, si deve aprire al mondo interagendo con esso, attraverso l’ironia e la risoluzione del conflitto con la regina, che rappresenta la regola, il super io, risolvendo tale conflitto si apre ad un mondo reale.
La suddivisione di uno spazio tramite una rete metallica, la stanza di Alice, lo spazio della regina, in avant scene, che da il comando, due specchi a significare lo sguardo di un individuo sull’altro, la sottomissione, la sfera identitaria. Un contrasto tra potere e potenza, una scena polarizzata da due simboli, norma e pratica di una relazione che è un possibile approccio con il mondo.

 

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