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foscarini:nardin:dagostin / Laura Moro – Manuela Tessi

Compagnia: ALDES
Data: 25-11-2011 (21:00)
Luogo: via Roma, 121, Porcari (LU) - Teatro auditorium "Vincenzo da Massa Carrara"

foscarini:nardin:dagostin

Spic&Span


“Giorgia e Marco uscivano dalla gelateria con gli occhiali da sole, i pantaloncini corti ed i coni in mano. Nel guardarli, Francesca ha detto: “Che belli, sembrate dei fotomodelli!”. Giorgia e Marco sembravano, in effetti, molto belli. Ci siamo interrogati su cosa venga considerato bello.
La prima risposta che ci siamo dati è che oggi viene largamente condivisa un’idea di bellezza.
La rincorsa di questa idea si realizza come tentativo di aderire a un modello.
Questo modello è: autoreferenziale, plastico, artificioso, fantastico, disegnato, colorato, preciso.
Abbiamo osservato negli altri e poi, tristemente, in noi stessi, che è diventata nostra abitudine: toglierci le sopracciglia, portare la borsa come fanno tutti, assumere delle pose plastiche, guardarci spesso allo specchio, indossare gli occhiali da sole anche quando il sole non c’è.
Siamo davvero diventati schiavi dell’idea di bellezza che abbiamo prodotto?
Agli occhi di chi cerchiamo di essere belli? E come?” (foscarini:nardini:dagostin)

Laura Moro – Manuela Tessi

DUE


Insieme installazione video e spettacolo di danza contemporanea, DUE si sviluppa intorno al concetto di “concomitanza” o “compresenza”, discutendo e minando l’idea stessa di “opposti” all’interno di una serie di situazioni doppie o binomi i cui termini sono apparentemente e palesemente in opposizione. La ricerca coreografica prende le mosse dalla rappresentazione di opposti partendo dal personaggio per giungere al puro gesto ed infine al corpo.
Un primo studio scandaglia, alla ricerca di Doppi e Duetti, l’immaginario collettivo dalla mitologia al cinema, ma anche la storia dello spettacolo ( per esempio Odette e Odile del “Lago dei Cigni”, Dr. J. & Mr Hyde, Laurel & Hardy) e passa via, via, dal personaggio al gesto e con esso al contemporaneo e al quotidiano, con segni ed azioni opposti del repertorio gestuale politico – sociale (il pugno e la mano tesa, il saluto militare e il gesto di vittoria…) ed emotivo (felice/triste).
Il tutto si traduce in una coreografia che scompone, analizzandola, la gestualità fino ad astrarla e giungendo così, all’ambito della pura forma e del colore: chiaro/scuro, vuoto/pieno, retto/curvo, grande/piccolo…

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